9 July 2020

Indennità COVID19: domande entro l’8 giugno per i titolari di assegno ordinario di invalidità e di RdC


A seguito delle novità introdotte dal DL Rilancio (articoli 75 e 86, DL. n. 34/2020), i soggetti titolari di assegno ordinario di invalidità potranno presentare domanda per le indennità COVID-19 per il mese di marzo, entro lunedì 8 giugno 2020 (termine previsto inizialmente al 3 giugno). L’eventuale ammissione al pagamento di marzo comporterà anche il pagamento dell’indennità per il mese di aprile. Altresì, i lavoratori che non hanno presentato domanda per il riconoscimento delle indennità in questione, in quanto titolari di Reddito di Cittadinanza, pur non avendo diritto all’indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell’integrazione del Reddito di Cittadinanza stesso fino a capienza dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020 (art. 84, co. 13, DL n. 34/2020). Anche in questo caso il termine per presentare la domanda è stato prorgato al 8 giugno 2020.


Titolari di assegno ordinario di invalidità
Originariamente il DL Cura Italia prevedeva che le indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38, non fossero compatibili con i trattamenti pensionistici diretti, compreso l’assegno ordinario di invalidità.
In seguito alle modifiche intervenute col DL Rilancio è stato invece espressamente previsto che le indennità Covid-19, di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del citato D.L. n. 18 del 2020, siano cumulabili con l’assegno ordinario di invalidità (art. 31, co. 1bis, D.L. n. 18 del 2020 – come modificato ed integrato dall’articolo 75 del D.L n. 34 del 2020).
In ragione della novella legislativa, le domande di indennità Covid-19 di cui ai richiamati articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. n. 18 del 2020, respinte esclusivamente in ragione della titolarità in capo al richiedente dell’Assegno ordinario di invalidità saranno riesaminate d’ufficio ed accolte, con il conseguente riconoscimento dell’indennità sia per il mese di marzo che per il mese di aprile 2020 (circolare Inps n. 66/2020).
I lavoratori che non hanno presentato domanda per il riconoscimento delle suddette indennità Covid-19 per il mese di marzo in quanto titolari di Assegno ordinario di invalidità – non potendo correttamente accedere alle stesse senza espressa previsione normativa – possono presentare la relativa domanda nel termine di 15 giorni dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 34 del 2020, termine prorogato fino a lunedì 8 giugno 2020 (comunicato Inps 1 giugno 2020 e messaggio n. 2276/2020).
Ai lavoratori che presenteranno nel suddetto termine la domanda di indennità Covid-19 – qualora ne ricorrano tutti i requisiti legislativamente previsti – sarà erogata l’indennità sia per la mensilità di marzo che per la mensilità di aprile 2020, essendo a tal fine sufficiente la presentazione di una sola domanda.


Titolari Reddito di Cittadinanza
I lavoratori che non hanno presentato domanda per il riconoscimento delle indennità COVID-19, di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del D.L. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 27 del 2020, in quanto titolari di Reddito di Cittadinanza – ritenendo di non potere accedere alle stesse proprio in ragione della titolarità dello stesso – pur non avendo diritto all’indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell’integrazione del Reddito di Cittadinanza stesso fino a capienza dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020. In caso di ammissione al beneficio non sarà quindi pagata l’indennità COVID-19, ma esclusivamente una integrazione del proprio Reddito di Cittadinanza in corso di percezione.
La disposizione del DL Cura Italia (articolo 31 del D.L. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 27 del 2020) prevede l’incompatibilità con il Reddito di Cittadinanza delle indennità (articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del medesimo D.L. n. 18 del 2020) previste per il mese di marzo 2020.
Il DL Rilancio (art. 84, co. 13, DL n. 34/2020) ha previsto, invece, che ai lavoratori beneficiari delle indennità in esso previste (commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 del medesimo articolo 84) appartenenti a nuclei familiari già percettori del Reddito di Cittadinanza, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennità di cui ai suddetti commi dell’articolo 84 del D.L. n. 34 del 2020, in luogo del versamento dell’indennità si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennità dovuto per ciascuna mensilità.
Le indennità di cui sopra non sono compatibili con un beneficio del Reddito di Cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennità.
Pertanto, in ragione della richiamata disposizione normativa, ai beneficiari delle indennità di cui ai predetti commi dell’articolo 84 del D.L. n. 34 del 2020, qualora fossero titolari di un Reddito di Cittadinanza di importo inferiore a € 600 (€ 500 per i lavoratori agricoli), non verrà erogata l’indennità Covid-19, ma verrà riconosciuto un incremento del reddito di cittadinanza di cui sono titolari fino all’ammontare di € 600 (€ 500 per i lavoratori agricoli).
Quindi, le domande di indennità Covid-19 respinte esclusivamente in ragione della titolarità del Reddito di Cittadinanza saranno riesaminate d’ufficio ed accolte, con il conseguente riconoscimento dell’indennità per il mese di aprile 2020.
Inoltre, come accennato, i lavoratori che non hanno presentato domanda per il riconoscimento delle indennità di cui ai suddetti articoli 27, 28, 29, 30 e 38 in quanto titolari di Reddito di Cittadinanza – ritenendo di non potere accedere alle stesse proprio in ragione della titolarità dello stesso – possono presentare domanda per il riconoscimento delle suddette indennità Covid-19 per il mese di aprile, in seguito all’intervenuta proroga, entro l’8 giugno 2020 (comunicato Inps 1 giugno 2020 e messaggio n. 2276/2020). Ai lavoratori che presenteranno nel suddetto termine la domanda di indennità Covid-19 – qualora ne ricorrano tutti i requisiti legislativamente previsti – verrà erogata l’indennità per la mensilità di aprile 2020. Agli stessi lavoratori non sarà invece erogata l’indennità Covid-19 per il mese di marzo 2020 in quanto per la mensilità di marzo 2020 permane la non cumulabilità e incompatibilità del Reddito di Cittadinanza con l’indennità Covid-19 (cfr. circolare Inps n. 66/2020).


Domanda
Per le sole platee di lavoratori che devono presentare domanda, si rammenta che è possibile accedere al servizio dedicato con modalità di identificazione più ampie e facilitate rispetto al regime ordinario, utilizzando i consueti canali telematici messi a disposizione per i cittadini e per gli Enti di Patronato nel sito internet dell’INPS. Le credenziali di accesso ai servizi per le prestazioni sopra descritte sono attualmente le seguenti:
– PIN rilasciato dall’INPS (sia ordinario sia dispositivo);
– SPID di livello 2 o superiore;
– Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
– Carta nazionale dei servizi (CNS).
Qualora i potenziali fruitori delle citate indennità non siano in possesso di una delle predette credenziali, è possibile accedere ai relativi servizi del portale Inps in modalità semplificata.
In alternativa al portale web, le stesse tipologie di indennità Covid-19, di cui alla presente circolare, possono essere richieste tramite il servizio di Contact Center integrato, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuitamente), oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori). Anche in questo caso, il cittadino può avvalersi del servizio in modalità semplificata, comunicando all’operatore del Contact Center la sola prima parte del PIN.


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