7 June 2020

Conversione Cura Italia: sì al rinnovo o alla proroga dei contratti a termine nelle aziende in Cig


Con 142 voti favorevoli, 99 contrari e 4 astenuti, il Senato il 9 aprile ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando l’emendamento interamente sostitutivo del ddl n. 1766, di conversione in legge del decreto-legge n. 18 Cura Italia, sulla cui approvazione il Ministro per i rapporti con il Parlamento aveva posto, a nome del Governo, la questione di fiducia. Il testo passa ora alla Camera in seconda lettura. Fra le numerose modifiche ed integrazioni intervenute, vi è l’aggiunta dell’articolo 19 bis contenente una norma di interpretazione autentica in materia di accesso agli ammortizzatori sociali e rinnovo dei contratti a termine.

L’emendamento approvato risponde alle insistenze del mondo imprenditoriale in merito all’esigenza di allentare i vincoli sui contratti a termine, quale strumento utile nella presente emergenza ed al momento della futura ripresa.
Secondo il nuovo dettato normativo, considerata l’emergenza epidemiologica in corso, le disposizioni contenute nel titolo II capo del decreto Cura Italia sono da interpretarsi nel senso che i datori di lavoro possono accedere agli ammortizzatori sociali su tutto il territorio nazionale sino al mese di agosto 2020 anche qualora nel corso del medesimo periodo abbiano proceduto, a far data dal 24 febbraio 2020 o procedano al rinnovo o alla proroga dei contratti a tempo determinato in corso, in deroga al divieto di cui all’articolo 20 comma 1 lettera c) del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 ed alle disposizioni di cui all’articolo 21 comma 2 del medesimo decreto.
Secondo il citato articolo 20 comma 1 lettera c) del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 infatti l’apposizione del termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato non è ammessa presso unità produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a tempo determinato, mentre secondo il comma 2 dell’articolo 21 cit., qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato.


Ciò significa quindi che le aziende in cassa integrazione per emergenza sanitaria da Covid19, potranno prorogare o rinnovare i contratti che altrimenti sarebbero scaduti, derogando all’attuale normativa. Restano fuori dall’intervento normativo – non senza polemiche – i rapporti di lavoro in somministrazione, i quali non potranno dunque vedersi rinnovato il contratto se la rispettiva azienda ha richiesto gli ammortizzatori sociali per mergenza Covid19.